Macro shot of Italian citizenship law book Codice della Cittadinanza with Law 74/2025 stamp, legal noir style

Modifica della legge sulla cittadinanza italiana 2025: guida alla legge 74/2025 e norme 2025-2027

⚖️ AGGIORNAMENTO LEGALE DEFINITIVO 2026:

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Checklist Riacquisto Legge 74/2025 (Documento PDF) I 6 documenti indispensabili e i requisiti di verifica per la finestra straordinaria 2025–2027.
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Il panorama giuridico che circonda la Legge 74/2025 è ora regolato nei più alti tribunali italiani. La Suprema Corte di Cassazione (Sentenza a Sezioni Unite n. 24045/2026, confermata dalla Decisione 24184/2026) ha stabilito che la Legge 74/2025 è rigorosamente non retroattiva: tutti i ricorsi e le istanze giudiziarie depositate prima del 27 marzo 2025 restano regolati dalla legge pre-riforma. Il 30 aprile 2026 la Corte Costituzionale (Sentenza n. 63/2026) ha confermato la costituzionalità interna dell’articolo 3-bis, ma ha successivamente emesso Ordinanza n. 147/2026 che ha rinviato la riforma alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) a Lussemburgo sui diritti di cittadinanza europea. Di seguito è riportata la tabella di marcia legale completa e definitiva per il periodo 2026-2027.


Sintesi: La legge sulla cittadinanza italiana 2025 emanata attraverso la Legge 74/2025 (di conversione del Decreto Legge 36/2025, il “Decreto Tajani”) ha introdotto l’Articolo 3-bis nella Legge 91/1992, creando un limite legale di due generazioni per Rivendicazioni jure sanguinis per doppia cittadinanza nata all’estero. Mentre le questioni costituzionali interne sono state decise con la sentenza della Corte Costituzionale 63/2026, la riforma è ora sotto esame preliminare dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (ordinanza CGUE 147/2026). Una clausola di salvaguardia legale protegge rigorosamente le richieste avviate prima del 27 marzo 2025. Se la tua discendenza supera il secondo grado o si trova ad affrontare un lignaggio spezzato, le strade strategiche praticabili, tra cui la sospensione della Corte europea, le argomentazioni per impedimenti irreprensibili consolari, la difesa del collegamento autentico e le azioni materne del 1948, rimangono attive.


TL;DR – Punti chiave: cosa devi sapere nel 2026

  • Status legislativo: la Legge 74/2025 (in vigore da maggio 2025) ha modificato permanentemente la Legge 91/1992 inserendo l’articolo 3-bis, limitando la cittadinanza italiana per discendenza al 1° grado (genitori) o al 2° grado (nonni).
  • La norma di non retroattività: con la storica sentenza n. 24045/2026, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che la Legge 74/2025 non può essere applicata retroattivamente; i casi presentati in via amministrativa o depositati in tribunale prima del 27 marzo 2025 procedono secondo la legge pre-riforma.
  • Giurisprudenza costituzionale e dell’Unione europea: la Sentenza 63/2026 ha confermato l’articolo 3-bis a livello nazionale, ma l’Ordinanza 147/2026 della Corte costituzionale ha deferito lo statuto alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) per valutare la conformità con l’articolo 20 TFUE e il principio di proporzionalità dell’UE.
  • Requisito delle due generazioni: i cittadini con doppia cittadinanza nati all’estero devono dimostrare che i loro genitori erano cittadini italiani o che i loro nonni possedevano esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della morte o della trasmissione.
  • 4 percorsi strategici attivi: i discendenti oltre il 2° grado possono perseguire istanze giudiziarie con richieste di sospensione presso la CGUE, istanze di impedimento tecnico consolare (“Impedimento Incolpevole”), eccezione di residenza dei genitori di 2 anni (“Genuine Link”) o azioni materne del 1948.

Sommario


Risposte rapide: qual è la modifica alla legge sulla cittadinanza italiana del 2025?

Definizione AEO: la modifica della legge sulla cittadinanza italiana del 2025 si riferisce alla legge n. 74/2025, che ha adottato l’articolo 3-bis della legge 91/1992. Limita la cittadinanza italiana per discendenza (jure sanguinis) ai richiedenti il cui genitore italiano era nato cittadino italiano o i cui nonni italiani possedevano esclusivamente la cittadinanza italiana, esentando le domande presentate prima del 27 marzo 2025.

Qual ​​è il limite di cittadinanza italiana di 2 generazioni?

Il limite di 2 generazioni per la cittadinanza italiana è una norma statutaria stabilita dall’articolo 3-bis della Legge 74/2025. Vieta il riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis oltre il secondo grado di discendenza (livello dei nonni) per la doppia cittadinanza nata all’estero, a meno che non sia legalmente stabilita una catena ininterrotta di nazionalità italiana esclusiva o l’eccezione legale di residenza del legame autentico.

Qual ​​è la data limite del 27 marzo 2025 per la cittadinanza italiana?

La data limite del 27 marzo 2025 per la cittadinanza italiana segna la dura scadenza legale stabilita dalla clausola di salvaguardia della Legge 74/2025. Tutte le domande consolari presentate o i procedimenti giudiziari depositati presso un tribunale italiano entro il 27 marzo 2025 sono interamente disciplinati dalla legislazione pre-riforma, pienamente esente dai vincoli generazionali dell’articolo 3-bis.

Cosa fare se bloccati dalla Legge 74 2025?

I richiedenti che chiedono cosa fare se bloccati dalla legge 74 2025 dovrebbero valutare quattro strategie legali concrete: richiedere una sospensione giudiziale in attesa della pronuncia pregiudiziale della CGUE ai sensi dell’ordinanza della Corte costituzionale 147/2026, invocare l’impedimento consolare senza colpa, rivendicare l’eccezione di residenza genitoriale di due anni o avviare un’azione giudiziaria materna del 1948.


Avv. Michele Vitale analizza la Legge 74/2025, la Sentenza della Corte Costituzionale 63/2026 e le opzioni strategiche del contenzioso per i richiedenti cittadinanza italiana.

Parte 1: Il quadro legislativo – Dal decreto Tajani alla legge 74/2025

La riforma legislativa che ha trasformato la cittadinanza italiana è iniziata il 28 marzo 2025, quando il Consiglio dei Ministri italiano ha emanato il Decreto-Legge 36/2025 (comunemente noto come “Decreto Tajani”). Il 23 maggio 2025 il Parlamento italiano ha promulgato la Legge n. 74/2025 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 118), convertendo il decreto in legge statutaria permanente con modifiche strutturali critiche alla Legge n. 91/1992.

Il principale meccanismo legislativo della riforma è l’articolo 3-bis della Legge 91/1992. Questa disposizione statutaria è stata creata per frenare le richieste di doppia cittadinanza multigenerazionale presentate da richiedenti nati fuori dall’Italia che possiedono un’altra nazionalità. Nel quadro pre-riforma, la trasmissione jure sanguinis era teoricamente illimitata attraverso le generazioni, a condizione che nessun antenato in linea diretta si fosse naturalizzato volontariamente prima della nascita del discendente successivo.

Con l’articolo 3-bis, il legislatore italiano ha introdotto un filtro strutturale: la trasmissione è mantenuta senza restrizioni solo fino al primo grado (genitori) o al secondo grado (nonni), soggetti a rigorose condizioni di mantenimento della nazionalità. Per un’analisi completa sulla conversione del decreto iniziale, fare riferimento alla nostra revisione dettagliata del Decreto Tajani diventato Legge 74/2025.

Data limite del 27 marzo 2025: chi è idoneo per la protezione di salvaguardia?

Il fulcro del contenzioso transitorio è la clausola di salvaguardia di cui all’articolo 1, comma 2, della Legge 74/2025. La norma prevede espressamente che i vincoli generazionali di cui all’articolo 3-bis non si applicano a:

  • Richiedenti che hanno presentato domanda di cittadinanza amministrativa completa a un Consolato italiano all’estero o a un comune italiano entro il 27 marzo 2025; o
  • Ricorrenti che hanno depositato un ricorso giudiziario (ricorso) dinanzi a un tribunale civile italiano competente (Tribunale Ordinario) entro il 27 marzo 2025.

A metà del 2026, le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione (Sentenza n. 24045/2026) hanno autorevolmente confermato che la Legge 74/2025 non è retroattiva. L’Avvocatura dello Stato aveva sostenuto che l’articolo 3-bis operava come una norma imperativa di ordine pubblico (ius superveniens di ordine pubblico) che si applicava immediatamente a tutti i procedimenti pendenti. La Corte Suprema ha respinto questa posizione: ogni reclamo presentato prima della data limite del 27 marzo 2025 deve essere giudicato esclusivamente secondo gli standard legali pre-riforma.


Parte 2: Spiegazione del limite della cittadinanza italiana di seconda generazione

Il limite di 2 generazioni per la cittadinanza italiana ridefinisce sostanzialmente l’idoneità per i candidati nati fuori dall’Italia con cittadinanza straniera. Per qualificarsi secondo lo standard post-riforma dell’articolo 3-bis, il tuo lignaggio deve soddisfare uno dei seguenti criteri:

  1. 1° grado (genitore): il tuo genitore italiano è nato cittadino italiano e ha mantenuto o possedeva la cittadinanza italiana al momento della tua nascita.
  2. 2° Grado (Nonni): i tuoi nonni italiani possedevano esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della loro morte o al momento della nascita dei tuoi genitori. Se il nonno si è naturalizzato o ha avuto la doppia cittadinanza, la catena si interrompe a meno che non si applichi un’eccezione.
  3. Bisnonni e oltre (3° grado): le rivendicazioni basate sui bisnonni (3° grado) o trisnonni (4° grado) sono vietate per legge in base alle procedure amministrative standard, a meno che non siano tutelate dalla salvaguardia del 27 marzo 2025 o perseguite attraverso canali giudiziari specializzati.

La matrice di screening generazionale: testare il tuo lignaggio

Per determinare la posizione della tua richiesta ai sensi della Legge 74/2025, valuta la tua catena ancestrale rispetto a questa matrice di screening legale:


Parte 3: Cosa fare in caso di blocco ai sensi della Legge 74/2025

Se la tua catena genealogica si estende fino ad un bisnonno o ad un tuo avo italiano naturalizzato, ricevere un rifiuto o una pausa consolare non è necessariamente la fine del tuo percorso. Nel valutare cosa fare in caso di blocco dalla legge 74 2025, i ricorrenti dovranno evitare consigli generici e concentrarsi su precise difese legali riconosciute dalla giurisprudenza italiana.

Verifica innanzitutto se hai ricevuto una formale comunicazione di rigetto ai sensi dell’articolo 10-bis della Legge 241/1990. Se un consolato italiano ha emesso un Preavviso di Rigetto, hai un periodo di 10 giorni rigorosi per presentare osservazioni legali formali. Scopri come abbiamo risolto con successo queste sospensioni nel nostro Case study sulla difesa consolare 10-bis ed esamina i meccanismi procedurali della lotta ai rifiuti amministrativi.

In secondo luogo, se il tuo percorso amministrativo viene prescritto, i tuoi diritti dovranno essere fatti valere davanti ai Tribunali Civili italiani. Nella sezione seguente, analizziamo le quattro vie di contenzioso strategico attive disponibili nel 2026 e nel 2027.


Disposizione speciale: finestra di riacquisizione 2025-2027 (articolo 1 della legge 74/2025)

Mentre la legge 74/2025 ha introdotto rigidi limiti generazionali per le richieste di jure sanguinis, l’articolo 1 ha introdotto una finestra di sollievo temporaneo straordinario: tra il 1 luglio 2025 e il 31 dicembre 2027, gli ex cittadini italiani che hanno perso la cittadinanza ai sensi della legislazione precedente al 1992 possono riacquistare la cittadinanza italiana tramite dichiarazione formale senza sottoporsi ai normali processi di residenza.

Chi è idoneo a riacquisire la cittadinanza nel periodo 2025-2027?

  • Emigranti nati in Italia: individui nati in Italia che hanno perso la cittadinanza italiana prima del 16 agosto 1992, per naturalizzazione volontaria all’estero (articolo 8, n. 1, legge 555/1912).
  • Minori Trascinati dalla Naturalizzazione (Perdita Minore Storica): soggetti che hanno perso la cittadinanza italiana in quanto minorenni perché il loro genitore convivente si è naturalizzato all’estero prima del 16 agosto 1992 (art. 12 L. 555/1912).
  • Nati all’estero con residenza italiana di 2 anni: individui nati all’estero che hanno risieduto legalmente in Italia per almeno due anni consecutivi prima di perdere la cittadinanza per naturalizzazione.

Effetti giuridici e note procedurali: a differenza del riconoscimento jure sanguinis (che opera retroattivamente dalla nascita), il riacquisto ha effetto dal giorno successivo alla dichiarazione formale presentata al competente Consolato italiano all’estero o al Comune in Italia. Fondamentalmente, questa finestra legale scade rigorosamente il 31 dicembre 2027.


Parte 4: La tabella di marcia strategica 2026-2027 per i discendenti della cittadinanza italiana

Per i richiedenti il ​​cui lignaggio supera il secondo grado o il cui avo italiano possedeva la doppia nazionalità, le vie consolari standard sono chiuse. La pratica legale nel 2026 si concentra su quattro distinti percorsi giudiziari e statutari:

Percorso 1: Il percorso di rinvio alla CGUE (ordinanza della Corte costituzionale 147/2026)

Sebbene la Corte Costituzionale italiana abbia confermato l’articolo 3-bis al suo interno nella sentenza 63/2026, ha riconosciuto una sostanziale tensione tra la legge 74/2025 e il diritto sovranazionale dell’Unione europea. Nel giugno 2026 la Consulta ha emanato l’Ordinanza n. 147/2026, sospendendo il procedimento e rimettendo questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) a Lussemburgo.

Il deferimento è incentrato sull’articolo 20 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e sulla fondamentale dottrina della CGUE stabilita nelle cause Rottmann (C-135/08) e Tjebbes (C-221/17). Secondo la giurisprudenza dell’UE, la perdita o la privazione automatica della nazionalità di uno Stato membro – che comporta la perdita della cittadinanza dell’Unione europea – deve rispettare il principio di proporzionalità, richiedendo una valutazione individuale della situazione della persona. Ai giudici civili italiani che trattano ricorsi post-riforma può essere formalmente presentata un’istanza per sospendere il procedimento (sospensione del processo) in attesa della sentenza vincolante della CGUE. Se la CGUE dichiara l’interruzione automatica incompatibile con il diritto dell’UE, i tribunali italiani dovranno disapplicare l’articolo 3-bis.

Percorso 2: L’Impedimento Incolpevole e la Difesa dalle Disfunzioni Consolari Prenot@mi

A migliaia di discendenti aventi diritto è stato impedito di presentare la domanda prima della scadenza del 27 marzo 2025 esclusivamente a causa di una disfunzione cronica della prenotazione consolare (il “Muro Prenot@mi”). Il diritto amministrativo italiano sancisce la dottrina fondamentale dell’impedimento incolpevole e del legittimo affidamento (tutela del legittimo affidamento).

Mentre alcuni tribunali hanno adottato rigidi standard documentali (vedi la sentenza Prenot@mi del tribunale di Bologna), i ricorsi giudiziari supportati da prove tecniche esaustive dell’impossibilità del sistema (log certificati degli errori del portale, timestamp, avvisi PEC registrati e avvisi di ritardo consolare) vengono attivamente discussi dinanzi alle autorità regionali tribunali. Inoltre, a seguito della Circolare n. 65050/2026 del Ministero dell’Interno (che ha annullato precedenti istruzioni amministrative come Circolare 43347), stabilire l’irresponsabilità amministrativa rimane un pilastro fondamentale nei riconoscimenti imposti dal tribunale.

Percorso 3: La difesa del “collegamento autentico” (art. 3-bis, comma 1, lettera c)

L’articolo 3-bis contiene un’esplicita eccezione statutaria che aggira completamente la barriera delle due generazioni. Ai sensi della lettera (c), il limite generazionale è revocato se il genitore (o il genitore adottivo) del richiedente ha risieduto continuativamente in Italia per almeno due anni interi (24 mesi) dopo aver acquisito o mantenuto la cittadinanza italiana e prima della nascita o dell’adozione del figlio.

Con questa disposizione “Legame Genuino” si riconosce che l’integrazione fisica nella Repubblica Italiana rinnova i diritti di trasmissione della cittadinanza per le generazioni successive nate all’estero. Se i tuoi genitori hanno vissuto, studiato o lavorato in Italia con residenza registrata (iscrizione anagrafica) durante la loro vita prima della tua nascita, il tuo lignaggio è protetto dalla legge. Leggi la nostra analisi legale dedicata sulla Genuine Link Defense ai sensi della legge 74/2025.

Percorso 4: L’azione giudiziaria sulla linea materna del 1948

Se la discendenza passa per un’antenata italiana che ha dato alla luce un figlio prima del 1° gennaio 1948 (data di entrata in vigore della Costituzione repubblicana), il ricorso non può essere trattato amministrativamente dai consolati e deve essere presentato come Azione Materna del 1948 davanti al Tribunale Civile italiano competente.

Poiché le rivendicazioni del 1948 sono radicate nell’uguaglianza costituzionale (articoli 3 e 29 della Costituzione italiana, che rettificano la storica discriminazione sessuale ai sensi della legge del 1912), i tribunali giudiziari applicano un controllo costituzionale rafforzato. I tribunali hanno mostrato maggiore riluttanza a imporre tagli generazionali arbitrari laddove ciò avrebbe perpetuato la discriminazione di genere precedente al 1948. Per i richiedenti con linee materne ammissibili, questo percorso giudiziario rappresenta una delle strategie legali più resilienti nel 2026.


Parte 5: panoramica giurisprudenziale completa (sentenze del tribunale del 2026)

Comprendere le attuali decisioni dei tribunali è essenziale prima di presentare qualsiasi richiesta di cittadinanza in Italia:

1. Sentenza Sezioni Unite Corte Suprema n. 24045/2026 (Confermata con Decisione 24184/2026)

Le Sezioni Unite della Corte Suprema italiana hanno emesso la sentenza n. 24045/2026 per risolvere i conflitti persistenti tra i tribunali di grado inferiore. La Corte Suprema ha risolto due questioni critiche: in primo luogo, ha affermato definitivamente che la legge 74/2025 non è retroattiva, proteggendo tutti i casi precedenti al 27 marzo 2025. In secondo luogo, per quanto riguarda la storica “questione minore” ai sensi dello statuto del 1912, si stabiliva che la naturalizzazione straniera di un antenato durante la minoranza del figlio causava la perdita della cittadinanza, rafforzando la necessità di strategie di contenzioso post-riforma. Questa posizione è stata riaffermata dalla Corte Suprema nella Decisione n. 24184/2026.

2. Sentenza Corte Costituzionale n. 63/2026

Il 30 aprile 2026 la Corte Costituzionale italiana ha pubblicato la Sentenza n. 63/2026, esaminando molteplici questioni costituzionali deferite dai tribunali regionali. La Consulta ha accolto l’articolo 3-bis contro le impugnazioni costituzionali interne, ritenendo che il Parlamento italiano dispone di un ampio potere legislativo per disciplinare la nazionalità e legare la trasmissione jure sanguinis ad un effettivo e genuino collegamento con lo Stato.

3. Ordinanza della Corte Costituzionale n. 147/2026 (Rinvio alla CGUE)

Riconoscendo che la perdita della cittadinanza estingue direttamente i diritti di cittadinanza dell’Unione Europea, la Corte Costituzionale ha emesso Ordinanza n. 147/2026, deferendo la controversia giuridica alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La CGUE determinerà se una rigida limitazione generazionale senza controllo della proporzionalità individuale viola i trattati della Comunità europea.


Domande frequenti

La Legge 74/2025 abolisce completamente la cittadinanza italiana per discendenza?

No. La legge 74/2025 non abolisce la cittadinanza jure sanguinis. Stabilisce una soglia generazionale per la doppia cittadinanza nata all’estero. La trasmissione rimane pienamente attiva se il tuo genitore era cittadino italiano o i tuoi nonni possedevano esclusivamente cittadinanza italiana alla morte, o se hai diritto a eccezioni di legge o ricorsi giudiziari.

Posso intentare una causa in tribunale in Italia se non ho rispettato la scadenza del 27 marzo 2025?

Sì. I richiedenti oltre la scadenza possono avviare un procedimento giudiziario dinanzi al Tribunale civile italiano competente. Le petizioni possono far valere la difesa del collegamento autentico, argomentare l’impossibilità del sistema consolare (impedimento incolpevole), avviare un’azione materna del 1948 o richiedere una sospensione giudiziaria formale in attesa della sentenza della CGUE ai sensi dell’ordinanza 147/2026.

Qual ​​è la differenza tra il decreto legge 36/2025 e la legge 74/2025?

Il decreto-legge 36/2025 (Decreto Tajani) è stato il primo decreto di emergenza emanato il 28 marzo 2025. La legge 74/2025 è l’ultima legge parlamentare di conversione emanata il 23 maggio 2025, che ha confermato l’articolo 3-bis in legge permanente definendo al contempo la data limite di salvaguardia.

Quanto tempo impiegherà la CGUE per pronunciarsi sull’ordinanza della Corte costituzionale 147/2026?

I procedimenti pregiudiziali dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea a Lussemburgo durano generalmente dai 15 ai 20 mesi. Durante questo periodo, i giudici civili italiani hanno il potere di sospendere le cause individuali sulla cittadinanza in attesa dell’interpretazione vincolante della CGUE.


Disclaimer legale: le informazioni fornite in questo articolo sono solo a scopo didattico e informativo e non costituiscono una consulenza legale formale. Le leggi sulla cittadinanza italiana e le interpretazioni giudiziarie sono strettamente specifiche ai fatti. Consulta un avvocato italiano esperto in immigrazione e cittadinanza per analizzare i tuoi documenti ancestrali.


Ultimo aggiornamento: agosto 2026 | Consolidamento giurisprudenziale


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Stato di genitore alla nascita Stato di nonno alla nascita/morte del genitore Grado di lignaggio Esito giuridico ex legge 74/2025
Cittadino italiano (nato italiano) Cittadino esclusivamente italiano 1°/2° Grado Catena integralmente integra: Riconosciuta ai sensi dell’articolo 3-bis.
Cittadino straniero alla nascita Cittadino esclusivamente italiano alla morte 2° grado Condizionalmente intatto: la trasmissione dei nonni è preservata se il genitore ha acquisito jure sanguinis.
Cittadino straniero alla nascita Naturalizzato all’estero prima della nascita del genitore 2° grado Catena spezzata: vietata dalle disposizioni sulle perdite del 1912 e dall’art. 3-bis.
Cittadino straniero Cittadino straniero/Doppia cittadinanza 3° grado+ (bisnonni) Bloccato per legge: richiede una tabella di marcia strategica 2026-2027.