Data chiave all’orizzonte: la Corte Costituzionale fissa al 24 giugno l’udienza sullo Ius Sanguinis
Intendete richiedere la cittadinanza italiana? Prestate attenzione. Le fondamenta stesse del diritto della cittadinanza italiana, così come lo conosciamo, stanno per essere esaminate attentamente. Dopo un periodo segnato da congetture, orientamenti contrapposti e crescente incertezza, la Corte Costituzionale ha finalmente fissato la data dell’udienza per pronunciarsi sulla legittimità costituzionale della normativa sulla cittadinanza italiana – e in particolare sul principio dello ius sanguinis.
Segnate questa data: 24 giugno 2025.
Questo giorno potrebbe rappresentare un vero spartiacque, un potenziale snodo giurisprudenziale idoneo a ridefinire la cittadinanza italiana per intere generazioni. Per chi ha pianificato, investito risorse ed energie per vedere riconosciuto il proprio status civitatis, questa data costituisce al tempo stesso un motivo di speranza e una fonte di comprensibile preoccupazione.
Confronto giurisprudenziale: le ordinanze di Bologna e Campobasso convergono alla Corte Costituzionale
La decisione della Corte Costituzionale si colloca in una fase di intenso dibattito intorno al diritto di cittadinanza. Di recente si sono susseguiti diversi eventi che hanno portato la materia al centro del controllo di costituzionalità.
Tutto ha avuto inizio con l’ordinanza del Tribunale di Bologna del 26 novembre 2024, con cui sono stati sollevati dubbi sulla conformità a Costituzione della Legge n. 91 del 1992, che disciplina la cittadinanza italiana. La decisione di Bologna, recependo argomenti già dibattuti in dottrina, ha messo in discussione un elemento cardine della materia: il principio dello ius sanguinis e la sua applicazione senza limiti generazionali.
Il Tribunale di Bologna, d’ufficio, ha sollevato la questione incidentale di costituzionalità nell’ambito di un giudizio riguardante un nucleo familiare di 12 ricorrenti brasiliani. I ricorrenti rivendicavano la cittadinanza italiana sulla sola base di un avo italiano nato nel 1876 ed emigrato in giovane età, a fronte di numerosi altri ascendenti stranieri. La fattispecie pone in risalto il quesito centrale sottoposto alla Consulta: fino a quante generazioni indietro nel tempo possa estendersi la linea di sangue come criterio per la trasmissione dello status civitatis.
Per comprendere appieno la portata dell’ordinanza di Bologna, occorre considerare che il giudice rimettente dubita della compatibilità dell’attuale sistema incentrato sul legame biologico con i principi costituzionali e con l’evoluzione del diritto internazionale in materia di cittadinanza. La decisione travalica il caso specifico, aprendo una questione più ampia sull’adeguatezza del modello di trasmissione della cittadinanza rispetto al mutato contesto sociale e demografico.
A rendere il quadro ancor più articolato, è intervenuta una pronuncia di segno opposto da parte del Tribunale di Campobasso, in Molise. Il collegio molisano ha rigettato una richiesta di remissione alla Consulta analoga a quella bolognese, confermando la piena legittimità costituzionale dell’attuale disciplina. Campobasso ha ribadito con fermezza la validità del riconoscimento iure sanguinis così come strutturato, evidenziandone il rilievo storico e culturale per l’Italia. Nel frattempo, alcuni tribunali italiani, in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, hanno disposto la sospensione dei procedimenti di riconoscimento, a conferma della rilevanza e dell’incertezza della fase attuale.
Queste due pronunce di merito, su questioni strettamente connesse, hanno generato un quadro interpretativo inedito. La Corte Costituzionale si trova ora davanti a un bivio: confermare la consolidata interpretazione della legge, rassicurando milioni di italo-discendenti nel mondo, oppure accogliere le argomentazioni di Bologna, aprendo la strada a modifiche strutturali del sistema dello ius sanguinis. È la prima volta che la Consulta viene chiamata a pronunciarsi direttamente sul principio dello ius sanguinis in tali termini.
Il decreto di fissazione dell’udienza: il conto alla rovescia
La pubblicazione del decreto di fissazione dell’udienza apre ufficialmente la fase decisiva. Il provvedimento della Corte Costituzionale stabilisce che il 24 giugno 2025 si terrà l’udienza pubblica in cui verrà discussa la questione di legittimità costituzionale.
Il provvedimento, iscritto al registro generale n. 70/2024, individua con chiarezza la questione sollevata dal Tribunale di Bologna: il presunto contrasto con la Costituzione dell’articolo 1, comma 1, lettera a), della Legge 91/1992, per la parte in cui prevede il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis senza alcun limite generazionale o temporale. Sebbene l’ordinanza tragga origine dal caso di Bologna, il vaglio della Consulta investe direttamente la portata generale del principio dello ius sanguinis.
In sintesi, la Corte Costituzionale dovrà stabilire se l’attuale assetto normativo della cittadinanza, imperniato sul vincolo di discendenza, sia ancora pienamente conforme alla Costituzione italiana nell’odierno contesto sociale, demografico e giuridico.

Il collegio difensivo: protagonisti e strategie legali in campo
In questa fondamentale controversia, il confronto non coinvolge solo i giudici della Consulta, ma anche i difensori costituiti. Dalla lettura degli atti emergono le figure professionali che rappresenteranno le parti dinanzi al collegio costituzionale.
Il Tribunale di Bologna, avendo sollevato la questione incidentale, non è parte nel giudizio costituzionale: il suo compito si è esaurito con la redazione e trasmissione dell’ordinanza di rimessione alla Corte, corredata del fascicolo di causa. Da questo momento il giudizio si svolge dinanzi alla Consulta, con la partecipazione delle parti del giudizio a quo e, per lo Stato, dell’Avvocatura Generale dello Stato.
L’Avvocatura Generale dello Stato è l’organo legale che rappresenta lo Stato italiano e la Presidenza del Consiglio dei Ministri nei giudizi di legittimità costituzionale. Di regola, interviene per difendere la legittimità delle leggi impugnate. Tuttavia, in circostanze eccezionali su indicazione del Governo, l’Avvocatura può scegliere di non intervenire, oppure assumere una posizione diversa. Nel caso di specie, il Governo italiano non si è costituito nel giudizio, omettendo la difesa della legge nella sua formulazione attuale.
Al contrario, le parti private del giudizio originario da cui è scaturita l’ordinanza di Bologna partecipano attivamente al giudizio, assistite dagli avvocati Marco Mellone, Antonio Cattaneo e Franco Antonazzo. Agli atti risultano inoltre intervenute due associazioni di settore – AGIS (Associazione Giuristi Iure Sanguinis) e AUCI (Avvocati Uniti per la Cittadinanza Italiana) – patrocinate dagli avvocati Diego Corapi, Patrizio Ivo D’Andrea e Massimo Luciani. Si tratta di un collegio difensivo di elevatissimo profilo. Da notare che il Prof. Massimo Luciani è stato recentemente nominato Giudice della Corte Costituzionale (e si asterrà naturalmente dalla trattazione del giudizio per ragioni di incompatibilità).
Cosa accadrà il 24 giugno? Possibili scenari e relative conseguenze
Quale sarà l’esito dell’udienza del 24 giugno 2025? Non è possibile formulare previsioni certe: la Corte Costituzionale è un organo autonomo e le sue decisioni sono inappellabili. È tuttavia possibile delineare i principali scenari ipotizzabili.
L’udienza del 24 giugno 2025 si aprirà con la relazione del Giudice relatore che illustrerà i termini della questione, seguita dalle discussioni orali dei difensori costituiti. La discussione sarà presumibilmente resa disponibile sul sito web della Corte Costituzionale per garantire la massima trasparenza. Al termine dell’udienza, la Corte si riunirà in camera di consiglio per la decisione, la cui motivazione verrà pubblicata nelle settimane successive.
Scenario 1: Rigetto della questione e conferma della legge vigente
In questo scenario, la Corte Costituzionale potrebbe dichiarare non fondate le questioni sollevate dal Tribunale di Bologna, confermando la piena legittimità costituzionale dell’attuale disciplina sulla cittadinanza. Il sistema di riconoscimento iure sanguinis rimarrebbe immutato. I richiedenti nel mondo potrebbero proseguire con le loro domande di cittadinanza italiana secondo le regole e le procedure consolidate. Questa soluzione garantirebbe stabilità e certezza del diritto, ed è ritenuta da molti giuristi l’esito più probabile.
Scenario 2: Accoglimento parziale o pronuncia interpretativa
In una posizione intermedia, la Corte potrebbe accogliere parzialmente le censure di Bologna o adottare una pronuncia interpretativa. Ad esempio, la Consulta potrebbe sollecitare un intervento del legislatore o circoscrivere specifici aspetti applicativi senza travolgere l’impianto generale dello ius sanguinis. Ciò potrebbe indurre il Parlamento a introdurre requisiti più stringenti o limiti generazionali per il futuro. Le ricadute richiederebbero un attento esame per comprenderne l’esatta portata applicativa.
Scenario 3: Dichiarazione di incostituzionalità
L’ipotesi più radicale (ma anche la meno probabile) vedrebbe l’accoglimento integrale delle questioni sollevate da Bologna con declaratoria di illegittimità costituzionale dell’articolo 1 della Legge 91/1992 nella parte in cui non prevede limiti generazionali. Tale pronuncia comporterebbe una profonda revisione dell’intero sistema della cittadinanza iure sanguinis. Va tuttavia ribadito che qualsiasi nuova disciplina organica della materia spetterebbe comunque al Parlamento, unico titolare del potere legislativo. La Corte non può sostituirsi al legislatore nella determinazione delle politiche di cittadinanza, ma solo espungere norme incostituzionali. Tale scenario aprirebbe una fase di ampio dibattito politico e giuridico, demandando alle Camere la riscrittura dei criteri di attribuzione dello status civitatis.
Il 24 giugno si avvicina: restiamo pronti
La data del 24 giugno 2025 è ormai prossima e potrebbe rappresentare un passaggio storico per il diritto della cittadinanza italiana. Gli effetti della decisione interesseranno milioni di discendenti italiani nel mondo. Continueremo a monitorare con la massima attenzione ogni sviluppo e a tenervi costantemente informati. Il futuro della cittadinanza italiana iure sanguinis è ora rimesso alla valutazione della Corte Costituzionale.
Cittadinanza per Linea Materna Ante-1948?
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