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Ultim’ora – Decreto Legge 36/2025 sulla Cittadinanza Italiana

🚨 AGGIORNAMENTO — LUGLIO 2026

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Il Decreto Legge 36/2025 è stato convertito nella Legge 74/2025 (maggio 2025). La sua disposizione centrale (art. 3-bis, limiti generazionali) è stata confermata dalla Corte Costituzionale con la Sentenza 63/2026, ma la medesima questione è stata rimessa alla CGUE con l’Ordinanza 147/2026 (Mantova + Campobasso), e la Sentenza delle Sezioni Unite 24045/2026 ha superato la questione della ‘minor issue’. Si vedano le guide aggiornate di seguito.


Si registra un’evoluzione rilevante e inattesa in materia di legge sulla cittadinanza italiana iure sanguinis (per discendenza). Il 28 marzo 2025 il Governo italiano ha approvato il DECRETO LEGGE 36/2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il giorno stesso ed entrato in vigore il 29 marzo 2025.

Tale decreto-legge, DECRETO LEGGE 36/2025, introduce sostanziali restrizioni al riconoscimento della cittadinanza italiana per i discendenti nati all’estero.

Sintesi Operativa: Il Decreto Legge 36/2025 è stato convertito nella Legge 74/2025 nel maggio 2025. Il punto cardine è la data spartiacque del 27 marzo 2025: chi non ha presentato domanda amministrativa o ricorso giudiziale entro le ore 23:59 di tale data è ora soggetto a requisiti generazionali più restrittivi (genitore o nonno nato in Italia, oppure genitore residente in Italia per due anni consecutivi). La Corte Costituzionale (Sentenza 63/2026) ha confermato l’art. 3-bis, ma l’Ordinanza 147/2026 ha sollevato questione pregiudiziale dinanzi alla CGUE sui limiti generazionali, e le Sezioni Unite (Sentenza 24045/2026) hanno chiarito definitivamente la disciplina sulla ‘minor issue’. Chi ha depositato la domanda prima della scadenza resta soggetto alle norme precedenti; per gli altri, le iniziative giurisdizionali in corso possono ancora offrire tutela.


Quali sono le disposizioni principali del Decreto Legge 36/2025?

  1. Nuovi requisiti e termine temporale: Il decreto introduce il nuovo articolo 3-bis nella Legge sulla cittadinanza (Legge 91/1992). La norma stabilisce che i nati all’estero in possesso di un’altra cittadinanza non sono considerati cittadini italiani a meno che non soddisfino requisiti specifici. Fondamentalmente, questa nuova disciplina si applica a chiunque non abbia presentato formalmente domanda amministrativa (presso Consolato o Comune) o avviato un procedimento giudiziale (depositato un ricorso in Tribunale) entro le ore 23:59 (ora di Roma) del 27 marzo 2025.
  2. Eccezioni per domande future o successive: Per coloro che non hanno rispettato la scadenza del 27 marzo ai sensi del DECRETO LEGGE 36/2025, la cittadinanza italiana può ora essere riconosciuta solo se il richiedente soddisfa almeno una delle seguenti condizioni:
  • Avere un genitore (o genitore adottivo) italiano nato in Italia; OPPURE
  • Avere un genitore (o genitore adottivo) italiano che abbia risieduto in Italia per almeno due anni consecutivi immediatamente prima della nascita o dell’adozione del richiedente; OPPURE
  • Avere un nonno italiano (ascendente di secondo grado) nato in Italia.
  1. Conversione parlamentare obbligatoria: Trattandosi di un decreto-legge, il DECRETO LEGGE 36/2025 è immediatamente efficace ma ha natura provvisoria. Deve essere convertito in legge dal Parlamento italiano entro 60 giorni dalla pubblicazione (ossia entro la fine di maggio 2025). Qualora il Parlamento non lo converta, o lo converta con modifiche sostanziali, il decreto (o parti di esso) perde efficacia retroattivamente (ex tunc), come se non fosse mai esistito.

Qual è l’impatto del Decreto Legge 36/2025 sulla tua pratica?

Per coloro i cui ricorsi giudiziali erano in fase di predisposizione ma non sono stati depositati prima del termine del 27 marzo 2025, il DECRETO LEGGE 36/2025 pone una questione complessa che richiede attenta valutazione. In base ai termini attuali del decreto, un ricorso depositato adesso potrebbe essere ritenuto privo dei requisiti qualora non si rientri nei nuovi e più restrittivi criteri (genitore/nonno nato in Italia o genitore residente).

Qual è la nostra valutazione giuridica del Decreto Legge 36/2025?

Nonostante l’immediata efficacia del decreto, condividiamo l’orientamento espresso da esperti del settore secondo cui il DECRETO LEGGE 36/2025 solleva seri profili di incostituzionalità. Tra questi:

  • Violazione del principio di eguaglianza (art. 3 Cost.): introduce disparità di trattamento ingiustificate tra discendenti sulla base di fattori meramente temporali nella presentazione della domanda o del luogo di nascita dell’ascendente.
  • Profili di retroattività: incide retroattivamente sullo status di cittadinanza potenzialmente già acquisito alla nascita ai sensi della legislazione previgente, in contrasto con i principi di certezza del diritto e di legittimo affidamento. Si consideri la prospettiva delle leggi storiche come la Legge 555/1912.
  • Potenziale illegittimità costituzionale (art. 77 Cost.): la sussistenza dei presupposti di “straordinaria necessità e urgenza” per una riforma strutturale di tale portata mediante decreto-legge appare fortemente dubbia.

Alla luce di tali rilevanti criticità giuridiche e dell’obbligo di conversione parlamentare entro 60 giorni, sussistono concrete possibilità che:
a) Il Parlamento non converta il DECRETO LEGGE 36/2025, facendone decadere integralmente gli effetti.
b) Il Parlamento converta il decreto con modifiche, sopprimendo o posticipando la data spartiacque retroattiva (27 marzo 2025).
c) Il decreto, anche in caso di conversione, possa essere impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale e dichiarato incostituzionale. Si veda ad esempio l’ordinanza del Tribunale di Bologna per un quadro di riferimento.

In tale contesto, pur riconoscendo l’incertezza giuridica generata dal DECRETO LEGGE 36/2025, ritengo opportuno procedere con il deposito del ricorso giudiziale anche prima della scadenza dei 60 giorni per la conversione. Il deposito tempestivo consente di formalizzare la pretesa giudiziale. Qualora il decreto dovesse decadere o essere modificato favorevolmente (ad esempio prorogando il termine), il ricorso risulterà tempestivo e sarà valutato secondo le regole previgenti, meno restrittive. Inoltre, anche nell’ipotesi di conversione integrale senza modifiche, la nuova legge sarà oggetto di eccezioni di illegittimità costituzionale dinanzi alla Consulta, determinando la sospensione del giudizio in attesa della pronuncia della Corte.

Comprendiamo le preoccupazioni suscitate dalle novità del DECRETO LEGGE 36/2025. Desideriamo tuttavia rassicurare sul fatto che il quadro normativo è in continua evoluzione. I principi dello ius sanguinis sono storicamente radicati nell’ordinamento italiano e l’apertura di contenziosi su questo decreto è altamente probabile.

Resto a completa disposizione per la tutela del vostro diritto alla cittadinanza italiana e per approfondire tutte le opportunità connesse alla cittadinanza italiana.

Non esitate a contattarmi per qualsiasi chiarimento. Continuerò a monitorare attentamente l’iter parlamentare e a pubblicare aggiornamenti sul DECRETO LEGGE 36/2025 su questa pagina.

Avv. Michele Vitale


Domande frequenti sul DECRETO LEGGE 36/2025

D: Che cos’è il DECRETO LEGGE 36/2025 in materia di cittadinanza italiana?

R: Il DECRETO LEGGE 36/2025 è un provvedimento d’urgenza varato il 28 marzo 2025 che introduce rilevanti restrizioni per l’ottenimento della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) per i nati all’estero. Nello specifico, stabilisce una data limite fissata al 27 marzo 2025 per l’applicazione delle regole previgenti, meno restrittive, e impone nuovi requisiti per le domande successive.

D: Chi è interessato dalle restrizioni del DECRETO LEGGE 36/2025?

R: Il decreto riguarda coloro che intendono richiedere la cittadinanza italiana per discendenza e non avevano ancora presentato domanda formale in via amministrativa (presso Consolato o Comune) né avviato un procedimento giudiziale entro le 23:59 (ora di Roma) del 27 marzo 2025. Chi presenta domanda dopo tale data deve soddisfare requisiti più stringenti, quali avere un genitore o nonno italiano nato in Italia, oppure un genitore residente in Italia prima della nascita.

D: Il DECRETO LEGGE 36/2025 può essere impugnato o superato?

R: Sì, il DECRETO LEGGE 36/2025 presenta diversi profili di contestazione sul piano giuridico. Trattandosi di un decreto-legge, deve essere convertito in legge dal Parlamento italiano entro 60 giorni (fine maggio 2025). Il Parlamento può non convertirlo, modificarlo (ad esempio posticipando la data spartiacque), oppure la norma può essere dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale per violazione del principio di eguaglianza, di non retroattività e per carenza dei requisiti di necessità e urgenza. Si vedano anche le analisi sulle questioni di costituzionalità dello ius sanguinis.

D: Cosa fare se la domanda di cittadinanza non è stata depositata prima della scadenza del 27 marzo 2025 prevista dal DECRETO LEGGE 36/2025?

R: Anche se non si è rispettata la scadenza del DECRETO LEGGE 36/2025, si consiglia di procedere comunque con il deposito del ricorso giudiziale, al fine di cristallizzare tempestivamente la domanda. Qualora il decreto dovesse decadere, essere emendato dal Parlamento o dichiarato incostituzionale, il ricorso depositato potrà essere esaminato sulla base delle norme previgenti più favorevoli. Si raccomanda di consultare un legale per una valutazione specifica del proprio caso di cittadinanza italiana iure sanguinis.

Hai ricevuto un rigetto ai sensi del Decreto Legge 36/2025?

Se hai depositato la domanda dopo la data spartiacque del 27 marzo 2025 — o hai ricevuto un preavviso di rigetto — posso esaminare la tua posizione alla luce della Legge 74/2025, della Sentenza 63/2026, dell’Ordinanza 147/2026 (rinvio alla CGUE) e della Sentenza delle Sezioni Unite 24045/2026 (Minor Issue).

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