Approvazione del Decreto Tajani al Senato: Il Testo Finale Passa alla Camera
Alcune Modifiche Inaspriscono l’Impatto (Testo Integrale Incluso)
In un passaggio legislativo fondamentale, il Senato della Repubblica ha approvato il 15 maggio 2025 il disegno di legge di conversione del Decreto-Legge 36/2025 (il cd. “Decreto Tajani”). Il testo, così come modificato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato nelle intense sedute recenti (si vedano gli aggiornamenti del 9 maggio e del 13 maggio sul requisito linguistico), passa ora all’esame della Camera dei Deputati come A.C. 2402 (già A.S. 1432 al Senato). L’approvazione al Senato del Decreto Tajani rappresenta uno snodo cruciale, consolidando gran parte dell’impianto restrittivo originario e introducendo ulteriori requisiti rigorosi.
Sebbene il disegno di legge debba ancora ricevere il via libera definitivo dalla Camera dei Deputati, presumibilmente entro la fine della prossima settimana per rispettare i termini perentori di conversione di 60 giorni (scadenza fine maggio 2025), il testo licenziato dal Senato costituisce la struttura portante della nuova disciplina della cittadinanza italiana.
I documenti parlamentari ufficiali sono consultabili sul portale del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Di seguito forniamo un’analisi approfondita delle principali novità introdotte e il testo integrale del provvedimento approvato.
Panoramica del Testo Approvato dal Senato: Restrizioni Confermate e Nuovi Paletti
Il disegno di legge approvato dal Senato mantiene l’impianto restrittivo centrale dell’originario Decreto Tajani: la limitazione della trasmissione della cittadinanza iure sanguinis fino alla seconda generazione (genitori o nonni), a condizione che l’ascendente sia nato in Italia, escludendo la trasmissione generazionale indefinita per i nati all’estero che non abbiano mantenuto o acquisito legami diretti con l’Italia. Tuttavia, l’iter senatoriale ha introdotto modifiche sostanziali, alcune di salvaguardia, altre di marcato inasprimento.
La Clausola della “Cittadinanza Italiana Esclusiva”: Un Nuovo Rilevante Ostacolo (Art. 3-bis, lettera c)
Una delle modifiche più significative e restrittive confermate dall’approvazione al Senato riguarda la nuova formulazione dell’Articolo 3-bis, comma 1, lettera c), della Legge 91/1992 introdotta dal decreto:
«c) un ascendente di primo o di secondo grado possiede, o possedeva al momento della morte, esclusivamente la cittadinanza italiana;»
Perché questa previsione è critica: La clausola dell'”esclusività” introduce un onere probatorio e sostanziale estremamente gravoso. Gran parte degli emigrati italiani storici ha acquisito la cittadinanza del Paese di emigrazione (ad es. USA, Argentina, Brasile). Se l’ascendente (genitore o nonno) ha acquisito un’altra cittadinanza, non possedeva “esclusivamente” la cittadinanza italiana al momento del decesso o in vita. Questa clausola rischia di precludere l’accesso alla deroga per un numero elevatissimo di discendenti, restringendo drasticamente le salvaguardie generazionali.
Occorrerà monitorare attentamente le circolari interpretative ministeriali e le prime applicazioni giurisprudenziali per chiarire l’esatta portata applicativa di tale locuzione, soprattutto nei casi in cui l’ascendente non abbia mai formalmente rinunciato alla cittadinanza italiana.
Altre Modifiche Rilevanti Confermate nel Testo del Senato
Il testo approvato dal Senato (A.S. 1432, ora A.C. 2402) recepisce diverse altre modifiche essenziali rispetto all’originario decreto-legge:
- Nuova Lettera
a-bis)(Appuntamenti comunicati entro il 27 marzo 2025): Viene introdotta una salvaguardia procedurale: la cittadinanza è riconosciuta secondo la normativa previgente (senza limiti generazionali) qualora l’interessato abbia presentato istanza corredata da documentazione nel giorno fissato da un appuntamento comunicato dall’ufficio consolare o dal sindaco entro le ore 23:59 (ora di Roma) del 27 marzo 2025. - Nuovo Articolo
1-bis(Integrazione Lavorativa per Oriundi): Viene prevista una corsia preferenziale al di fuori delle quote del decreto flussi per l’ingresso e il soggiorno per lavoro subordinato di discendenti di cittadini italiani residenti all’estero, a condizione che abbiano completato percorsi di formazione professionale e linguistica in loco coordinati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. - Nuovo Articolo
1-ter(Finestra Temporale di Riacquisto per Ex-Cittadini): Recepisce l’emendamento governativo che consente a chi è nato in Italia o vi ha risieduto per almeno due anni continuativi, e ha perso la cittadinanza ai sensi della Legge 555/1912 (artt. 8 o 12), di riacquistarla mediante dichiarazione resa tra il 1° luglio 2025 e il 31 dicembre 2027, previo versamento del contributo consolare di 250 euro. - Acquisto della Cittadinanza per Minori (Modifica all’Art. 14 L. 91/1992): L’acquisto automatico della cittadinanza da parte del figlio minore convivente con il genitore che acquista o riacquista la cittadinanza italiana è ora espressamente subordinato al requisito che il minore risieda legalmente in Italia da almeno due anni.
- Regime di Doppia Cittadinanza per Riacquisto (Art. 17 L. 91/1992): Il nuovo Articolo 17 della Legge 91/1992 disciplina i termini e le modalità per il riacquisto della cittadinanza per chi l’ha perduta per naturalizzazione straniera, fissando il termine dichiarativo al 31 dicembre 2027.
Un Rilevante Sospiro di Sollievo: Il Requisito Linguistico B1 per Cittadini Esistenti (Ex Emendamento 1.0.8) NON è nel Testo Approvato
Una delle proposte più controverse discusse in sede referente era stata l’emendamento 1.0.8, che mirava a imporre un requisito di conoscenza della lingua italiana di livello B1 ai cittadini già riconosciuti residenti all’estero, a pena di revoca o mancato rinnovo del passaporto.
Dall’esame analitico del testo ufficiale del Disegno di Legge approvato dal Senato il 15 maggio 2025 (A.S. 1432), tale proposta non è stata inserita nel testo finale. Si tratta di un chiarimento di primaria importanza per le centinaia di migliaia di cittadini italiani già riconosciuti iure sanguinis all’estero.
Tuttavia, restano confermate tutte le altre restrizioni sostanziali per le nuove domande di riconoscimento presentate dopo l’entrata in vigore del provvedimento.
Implicazioni e Prospettive dopo il Voto del Senato
L’approvazione da parte del Senato consolida un quadro normativo significativamente più restrittivo per il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis. Per i discendenti di emigrati italiani che non rientrano nelle strette finestre di salvaguardia (appuntamento consolare comunicato entro il 27 marzo 2025 o ascendenza di primo/secondo grado con cittadinanza esclusiva), il canale ordinario amministrativo risulta profondamente mutato.
Sul piano giudiziario, permangono numerosi profili di dubbia legittimità costituzionale e di contrasto con i principi di diritto dell’Unione Europea, in particolare in merito alla ragionevolezza e alla retroattività delle restrizioni sui diritti soggettivi quesiti di status civitatis.
L’attenzione si sposta ora sull’Aula della Camera dei Deputati (A.C. 2402), dove il governo porrà con ogni probabilità la questione di fiducia per garantire l’approvazione definitiva del testo senza ulteriori modifiche prima della scadenza del decreto-legge.
Per chi si trova ad affrontare questo scenario in rapida evoluzione, è essenziale una valutazione strategica personalizzata della propria linea genealogica e della tempistica di presentazione della domanda o del ricorso giudiziale.
Testo Ufficiale del Disegno di Legge A.C. 2402 (Approvato dal Senato il 15 Maggio 2025)
Di seguito è riportato il testo coordinato completo del disegno di legge di conversione approvato dal Senato della Repubblica e trasmesso alla Camera dei Deputati:
Domande Frequenti: Approvazione del Decreto Tajani al Senato
Qual è lo stato attuale del Decreto Tajani (D.L. 36/2025)?
Il 15 maggio 2025, il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge di conversione (A.S. 1432) del Decreto-Legge 36/2025 con le modifiche apportate dalla Commissione Affari Costituzionali. Il testo approvato è stato trasmesso alla Camera dei Deputati (come A.C. 2402) per l’esame e l’approvazione definitiva, attesa entro la fine di maggio 2025.
Quali sono le modifiche più critiche nel testo approvato dal Senato?
Una delle modifiche più problematiche è la nuova formulazione dell’Articolo 3-bis, comma 1, lettera c), che richiede che l’ascendente di primo o secondo grado possieda o possedesse al momento della morte esclusivamente la cittadinanza italiana. Poiché la maggioranza degli emigrati storici si è naturalizzata all’estero, questo requisito preclude l’accesso alla deroga per moltissimi discendenti. Inoltre, per i figli minori l’acquisto automatico della cittadinanza ex art. 14 L. 91/1992 è ora condizionato ad almeno due anni di residenza legale in Italia.
Il testo approvato dal Senato include il controverso requisito linguistico B1 per i cittadini esistenti (ex emendamento 1.0.8)?
In base al testo ufficiale del disegno di legge approvato dal Senato il 15 maggio 2025 (A.S. 1432), il controverso emendamento 1.0.8, che intendeva subordinare il mantenimento della cittadinanza per i cittadini già riconosciuti residenti all’estero a un esame di lingua italiana di livello B1, non è stato inserito. Questo costituisce un elemento di chiarezza e sollievo, sebbene restino confermate tutte le restrizioni per le nuove domande di riconoscimento iure sanguinis.
Come incide la clausola della “cittadinanza italiana esclusiva” sui discendenti?
La nuova lettera c) dell’Articolo 3-bis richiede che il genitore o nonno italiano abbia mantenuto esclusivamente la cittadinanza italiana (o la possedesse in via esclusiva al momento della morte). Nei paesi di forte emigrazione (USA, Argentina, Brasile), gli emigrati hanno frequentemente acquisito la cittadinanza locale, non integrando il requisito di esclusività. Ciò restringe notevolmente l’efficacia della deroga rispetto all’originaria formulazione.
Quali sono i prossimi passaggi parlamentari dopo il voto del Senato?
Dopo il via libera del Senato, il disegno di legge (A.C. 2402) passa alla Camera dei Deputati per la discussione e il voto finale. Il provvedimento deve essere convertito in legge entro i termini di fine maggio 2025. Qualora la Camera approvi senza modifiche, la legge entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Di seguito è disponibile il PDF ufficiale degli atti parlamentari della Camera dei Deputati.
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