1912 citizenship law

Leyes de Ciudadanía Italiana: El Código Civil de 1865


La antigua ley de ciudadanía de 1865

Nuestro viaje por la ciudadanía italiana jure sanguinis (por derecho de sangre), debe necesariamente mirar a las raíces de la ley de ciudadanía italiana, que se extienden mucho más allá del derecho contemporáneo. Si usted es ciudadano de un país que no es Italia y tiene antepasados italianos, su reclamación se basa en las leyes que dieron forma a la identidad nacional de Italia tras su unificación.

Para comprender plenamente el origen y la continuidad de este derecho, es esencial echar la vista atrás al Código Civil del Reino de Italia de 1865. Este texto histórico, vigente desde 1866, es la verdadera piedra angular de la legislación sobre ciudadanía. En particular, nos centraremos en el Libro Primero, Título Primero —simplemente titulado De la ciudadanía y del goce de los derechos civiles— que regulaba sistemáticamente la adquisición, transmisión y pérdida de la ciudadanía italiana.


Código Civil de 1865 Libro I, Título I traducción al español

Aquí puede encontrar el texto original (primera columna) y su traducción al español (segunda columna)

Texto Original Italiano

Art. 1

Ogni cittadino gode dei diritti civili, purchè non ne sia decaduto per condanna penale

Art. 2

I comuni, le provincie, gli istituti pubblici civili od ecclesiastici, ed in generale tutti i corpi morali legalmente riconosciuti, sono considerati come persone, e godono dei diritti civili secondo le leggi e gli usi osservati come diritto pubblico.

Art. 3

Lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti ai cittadini.

Art. 4

È cittadino il figlio di padre cittadino.

Art. 5

Se il padre ha perduto la cittadinanza prima del nascimento del figlio, questi è riputato cittadino, ove sia nato nel regno e vi abbia la sua residenza.

Può nondimeno entro l’anno dalla età maggiore determinata secondo le leggi del regno, eleggere la qualità di straniero facendone la dichiarazione davanti l’uffiziale dello stato civile della sua residenza, o, se si trova in paese estero, davanti i regi agenti diplomatici o consolari.

Art. 6

Il figlio nato in paese estero da padre che ha perduto la cittadinanza prima del suo nascimento, è riputato straniero.

Egli può tuttavia eleggere la qualità di cittadino, purchè ne faccia la dichiarazione a norma dell’articolo precedente e fissi nel regno il suo domicilio entro l’anno dalla fatta dichiarazione.

Però, se egli ha accettato un impiego pubblico nel regno, oppure ha servito o serve nell’armata nazionale di terra o di mare, od ha altrimenti soddisfatto alla leva militare senza invocarne esenzione per la qualità di straniero, sarà senz’altro riputato cittadino.

Art. 7

Quando il padre sia ignoto, è cittadino il figlio nato da madre cittadina.

Ove la madre abbia perduto la cittadinanza prima del nascimento del figlio, si applicano a questo le disposizioni dei due articoli precedenti.

Se neppure la madre è conosciuta, è cittadino il figlio nato nel regno.

Art. 8

È riputato cittadino il figlio nato nel regno da straniero che vi abbia fissato il suo domicilio da dieci anni non interrotti: la residenza per causa di commercio non basta a determinare il domicilio.

Egli può tuttavia eleggere la qualità di straniero, purchè ne faccia dichiarazione nel tempo e modo stabilito dall’articolo 5.

Ove lo straniero non abbia fissato da dieci anni il suo domicilio nel regno, il figlio è riputato straniero, ma gli sono applicabili le disposizioni dei due capoversi dell’articolo 6.

Art. 9

La donna straniera che si marita a un cittadino, acquista la cittadinanza e la conserva anche vedova.

Art. 10

La cittadinanza si acquista dallo straniero anche colla naturalità concessa per legge o per decreto reale.

Il decreto reale non produrrà effetto se non sarà registrato dall’uffiziale dello stato civile del luogo dove lo straniero intende fissare od ha fissato il suo domicilio, e se non sarà da lui prestato giuramento davanti lo stesso uffiziale di essere fedele al re e di osservare lo statuto e le leggi del regno.

La registrazione deve essere fatto sotto pena di decadenza entro sei mesi dalla data del decreto.

La moglie e i figli minori dello straniero che ha ottenuto la cittadinanza, divengono cittadini, semprechè ne abbiano anch’essi fissato la residenza nel regno; ma i figli possono scegliere la qualità di straniero, facendone dichiarazione a norma dell’articolo 5.

Art. 11

La cittadinanza si perde

  1. Da colui che vi rinunzia con dichiarazione davanti l’uffiziale dello stato civile del proprio domicilio, e trasferisce in paese estero la sua residenza;
  2. Da colui che abbia ottenuto la cittadinanza in paese estero;
  3. Da colui che, senza permissione del governo, abbia accettato impiego da un governo estero, o sia entrato al servizio militare di potenza estera.

La moglie ed i figli minori di colui che ha perduto la cittadinanza, divengono stranieri, salvo che abbiano continuato a tenere la loro residenza nel regno.

Nondimeno possono riacquistare la cittadinanza nei casi e modi espressi nel capoverso dell’articolo 14, quanto alla moglie, e nei due capoversi dell’articolo 6, quanto ai figli.

Art. 12

La perdita della cittadinanza nei casi espressi nell’articolo precedente non esime dagli obblighi del servizio militare, nè dalle pene inflitte a chi porti le armi contro la patria.

Art. 13

Il cittadino che ha perduto la cittadinanza per alcuno dei motivi espressi nell’articolo 11, la ricupera, purchè

  1. Rientri nel regno con permissione speciale del governo;
  2. Rinunzi alla cittadinanza straniera, all’impiego od al servizio militare accettati in paese estero;
  3. Dichiari davanti l’uffiziale dello stato civile di fissare e fissi realmente entro l’anno il suo domicilio nel regno.
Art. 14

La donna cittadina che si marita a uno straniero, diviene straniera, semprechè col fatto del matrimonio acquisti la cittadinanza del marito.

Rimanendo vedova, ricupera la cittadinanza se risieda nel regno o vi rientri, e dichiari in ambidue i casi davanti l’uffiziale dello stato civile di volervi fissare il suo domicilio.

Art. 15

L’acquisto o il riacquisto della cittadinanza nei casi precedentemente espressi non ha effetto, se non dal giorno successivo a quello in cui furono adempiute le condizioni e formalità stabilite.

Traducción al español

Art. 1
Todo ciudadano goza de los derechos civiles, siempre que no haya decaído de ellos por condena penal.

Art. 2
Los municipios, las provincias, las instituciones públicas civiles o eclesiásticas y, en general, todos los organismos morales legalmente reconocidos, se consideran personas y gozan de los derechos civiles según las leyes y usos observados como derecho público.

Art. 3
El extranjero es admitido al goce de los derechos civiles atribuidos a los ciudadanos.

Art. 4
Es ciudadano el hijo de padre ciudadano.

Art. 5
Si el padre ha perdido la ciudadanía antes del nacimiento del hijo, este se considera ciudadano, siempre que haya nacido en el reino y tenga en él su residencia.

Sin embargo, dentro del año siguiente a la mayoría de edad determinada según las leyes del reino, podrá elegir la condición de extranjero haciendo la declaración ante el oficial del estado civil de su residencia o, si se encuentra en un país extranjero, ante los agentes diplomáticos o consulares reales.

Art. 6
El hijo nacido en país extranjero de padre que ha perdido la ciudadanía antes de su nacimiento, se considera extranjero.

Sin embargo, puede elegir la condición de ciudadano, siempre que haga la declaración conforme al artículo anterior y fije en el reino su domicilio dentro del año siguiente a la declaración realizada.

No obstante, si ha aceptado un empleo público en el reino, o ha servido o sirve en el ejército nacional de tierra o de mar, o ha cumplido de otro modo con el servicio militar sin invocar exención por la condición de extranjero, será considerado ciudadano sin más.

Art. 7
Cuando el padre sea desconocido, es ciudadano el hijo nacido de madre ciudadana.

Si la madre hubiera perdido la ciudadanía antes del nacimiento del hijo, se aplicarán a este las disposiciones de los dos artículos anteriores.

Si tampoco la madre es conocida, es ciudadano el hijo nacido en el reino.

Art. 8
Se considera ciudadano el hijo nacido en el reino de extranjero que haya fijado en él su domicilio durante diez años ininterrumpidos: la residencia por causa de comercio no basta para determinar el domicilio.

Sin embargo, puede elegir la condición de extranjero, siempre que haga la declaración en el tiempo y forma establecidos por el artículo 5.

Si el extranjero no hubiera fijado su domicilio en el reino durante diez años, el hijo se considera extranjero, pero le son aplicables las disposiciones de los dos párrafos del artículo 6.

Art. 9
La mujer extranjera que se casa con un ciudadano adquiere la ciudadanía y la conserva incluso si enviuda.

Art. 10
La ciudadanía se adquiere por el extranjero también por la naturalización concedida por ley o por decreto real.

El decreto real no producirá efecto si no es registrado por el oficial del estado civil del lugar donde el extranjero pretende fijar o ha fijado su domicilio, y si no presta ante el mismo oficial juramento de ser fiel al rey y de observar el estatuto y las leyes del reino.

El registro debe realizarse, bajo pena de caducidad, dentro de los seis meses siguientes a la fecha del decreto.

La mujer y los hijos menores del extranjero que ha obtenido la ciudadanía se convierten en ciudadanos, siempre que también ellos hayan fijado su residencia en el reino; pero los hijos pueden elegir la condición de extranjero, haciendo la declaración conforme al artículo 5.

Art. 11
La ciudadanía se pierde

Por quien renuncie a ella con declaración ante el oficial del estado civil de su propio domicilio y traslade a un país extranjero su residencia;
Por quien haya obtenido la ciudadanía en un país extranjero;
Por quien, sin permiso del gobierno, haya aceptado empleo de un gobierno extranjero o haya entrado al servicio militar de una potencia extranjera.
La mujer y los hijos menores de quien ha perdido la ciudadanía se convierten en extranjeros, a menos que hayan continuado manteniendo su residencia en el reino.

Sin embargo, pueden recuperar la ciudadanía en los casos y formas expresados en el párrafo del artículo 14, en cuanto a la mujer, y en los dos párrafos del artículo 6, en cuanto a los hijos.

Art. 12
La pérdida de la ciudadanía en los casos expresados en el artículo anterior no exime de las obligaciones del servicio militar, ni de las penas infligidas a quien tome las armas contra la patria.

Art. 13
El ciudadano que ha perdido la ciudadanía por alguno de los motivos expresados en el artículo 11, la recupera siempre que

Regrese al reino con permiso especial del gobierno;
Renuncie a la ciudadanía extranjera, al empleo o al servicio militar aceptados en país extranjero;
Declare ante el oficial del estado civil que fija y fije realmente dentro del año su domicilio en el reino.
Art. 14
La mujer ciudadana que se casa con un extranjero se convierte en extranjera, siempre que por el hecho del matrimonio adquiera la ciudadanía del marido.

Quedando viuda, recupera la ciudadanía si reside en el reino o regresa a él, y declara en ambos casos ante el oficial del estado civil que desea fijar en él su domicilio.

Art. 15
La adquisición o la recuperación de la ciudadanía en los casos anteriormente expresados no tiene efecto sino desde el día siguiente a aquel en que se cumplieron las condiciones y formalidades establecidas.

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